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Gli sceneggiatori italiani minacciano lo sciopero all’americ

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kyra
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MessaggioOggetto: Gli sceneggiatori italiani minacciano lo sciopero all’americ   Mar Giu 17, 2008 6:32 pm

L’Anart (Associazione Nazionale Autori RadioTv) ha indetto per domani gli Stati Generali degli autori tv presso la Siae a Roma. Stanchi di subire l’esproprio dei diritti da parte di produttori ed emittenti tv, gli autori e sceneggiatori italiani guardano con interesse al modello americano, dove lo sciopero degli sceneggiatori è durato tre mesi e ha causato lo stop delle serie e degli show più popolari degli Usa.

Sul piede di guerra non ci sono questa volta gli sceneggiatori della fiction, da sempre in lotta con le case di produzione e con le emittenti che, ree di non riconoscere adeguati compensi e soprattutto il duro lavoro alla base della realizzazione di prodotti di successo, ma gli autori di trasmissioni tv, tra cui vanno annoverato anche volti noti dello spettacolo, da Pippo Baudo a Renzo Arbore, da Antonio Ricci alla Gialappa’s Band.

Ma di certo necessitano di maggior tutela sono coloro che lavorano nell’ombra, molti dei quali, i più giovani, in pieno precariato e senza riconoscimento di pensione o maternità (come accade per migliaia di giovani senza contratto). Una situazione aggravata dal fatto che, stando a quanto dichiara l’Anart, le emittenti e le produzioni costringono gli autori a ‘contratti-capestro’ in cui sono obbligati a cedere quasi tutti i propri diritti sulle trasmissioni, compresi quelli sulle repliche o sull’utilizzo di parti di programma, spesso utili per confezionarne di nuovi. Sul banco della protesta anche l’eccessivo utilizzo di format stranieri, che ha fatto sì che l’autore si sia trasformato, di fatto in un traduttore/adattatore, e soprattutto lo sfruttamento dei programmi sulle varie piattaforme multimediali (dal cellulari al web) che non si trasforma in un adeguato riconoscimento economico.

Bisogna fare qualcosa - dice Massimo Cinque, autore, tra l’altro, de La Prova del Cuoco e di Domenica In - perchè la Rai ha tolto il diritto Siae ai programmi quotidiani, ai talk show come UnoMattina o l’Arena di Giletti”.

Le soluzioni non sono semplicissime: c’è chi consiglia una ricategorizzazione dei generi tv, chi più prgamaticamente suggerisce di omologare il format al soggetto cinematografico, più tutelato.
L’ipotesi sciopero non convince tutti, sebbene ci siano già stati contatti con i sindacati americani per capire su quali basi si siano mossi per il lungo sciopero che ha paralizzato l’industria dell’entertainment. La paura più grande è che indetto lo sciopero spuntino i krumiri: meglio un bel tavolo di trattative. Staremo a vedere.

fonte:televisionando.it
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anche una canzone finisce ma per questo non ascoltiamo più la musica?

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